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. Controcorrente 4
"Ultrasuono" - Suono N. 153 - Febbraio 1986

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> Coloro che hanno letto con attenzione si saranno accorti che nell’articolo di novembre ad un certo punto, per un errore di fotocomposizione, la quantità è diventata qualità, e nell’articolo di dicembre un "non" vagante è andato a cambiare completamente il senso di una frase, e l’espressione: dobbiamo pertanto arrivare al doppio mercato... è diventata: "NON dobbiamo pertanto arrivare al doppio mercato...". Ho voluto ricordare questi errori perché mi sono fermato a riflettere su cosa avranno pensato i lettori davanti a quelle frasi contraddittorie: penso che molti avranno lasciato perdere il tutto sentendo che il discorso non quadrava..... la stessa cosa forse è successa agli appassionati d’alta fedeltà quando, qualche anno fa, si sono sentiti travolti da un mercato che, tramite i suoi operatori e tramite la stampa di settore, affermava cose contraddittorie e portava a far spendere un sacco di soldi per poi non avere la sacrosanta contropartita. La cosa non vi deve meravigliare perché molti operatori del settore affrontavano i problemi semplicemente dal punto di vista commerciale: quindi non era importante fornire un certo prodotto che desse un certo risultato ricevendo dal tutto il giusto utile, ma al contrario era fondamentale ricevere un utile più alto possibile vendendo quello che era possibile vendere, fino a quando durava la pacchia e per quel tanto che si riusciva ad ingannare la clientela, sempre pronti, poi, questi operatori d’assalto, a cambiare settore quando, ormai sbugiardati, dovevano cambiare aria. Essendo io, per vaghezza della sorte, in questo settore sin dalle remote origini, ho avuto modo di seguire l’andamento delle varie ditte dalla loro nascita, ai repentini fulgori, alle cadute rovinose, oppure per altre constatarne la serietà di conduzione, la capacità di fornire servizio ed assistenza, e la durata a testimonianza che chi conduce un lavoro con serietà, pur negli immancabili alti e bassi, riesce a fornire quella gran cosa che è il senso della continuità!!
Io penso che non ci si debba lamentare se un settore va in crisi, quando non si fa assolutamente nulla per evitarla questa crisi! Anche non molto tempo fa ho sentito operatori che argomentavano così: l’Italia è un paese dove si vendono molte moto di grossa cilindrata che la gente usa per andare da casa al bar, si vendono macchine da quaranta milioni solo perché chi ci appoggia sopra il sedere si sente ripagato degli sforzi che deve fare per acquistare simili giocattoli, e allora perché non vendere impianti che diano all’acquirente la pura e semplice felicità di averli potuti comprare, fra l'invidia e l’ammirazione degli amici relegati al ruolo di mongolini di turno? E poi si lamentano se le cose non vanno come vorrebbero! Ma simili importatori non dovrebbero neanche essere nati!!
L’alta fedeltà per avere vita deve essere considerata al puro e semplice servizio della musica, primo e ultimo scopo di ogni impianto. Ci può pur essere anche un certo compiacimento per l’aspetto tecnologico, anche perché molti clienti sono affascinati anche dalla capacità di risolvere quei problemi in quella particolare maniera, ma il tutto deve sempre rimanere un momento transeunte destinato solo a reggere quel risultato: la riproduzione corretta dell’evento musicale. Questa è una delle ragioni per le quali sostengo che è fondamentale avere le idee chiare su quello che si vuole anche quando si compone un impianto di riproduzione. Quando procede all’acquisto il cliente dovrebbe essere guidato a rovesciare completamente i termini della questione: non comprare certi pezzi e sperare di ottenere "quel" risultato, bensì mirare a "quel" risultato e ottenerlo con i pezzi che saranno necessari, saranno quelli che saranno.
Chiaramente l’esperienza ci verrà in grande aiuto e ci fornirà le indicazioni necessarie, riducendo cosi drasticamente il numero delle combinazioni da provare.
È proprio qui che si capisce come sia necessario un preciso metodo per operare la scelta di quell’impianto per quel cliente.
Ho sempre sostenuto che un corretto impianto d’alta fedeltà si costruisce più "alla scrivania" che in sala d’ascolto, proprio per ribadire il concetto che solo attraverso un attento dialogo con il cliente si può ottenere il miglior risultato possibile.
Formulando precise domande si possono, piano piano, delimitare i tipi di apparecchi da utilizzare nelle prove e si può arrivare a scelte precise che vanno poi logicamente collaudate nell’ambiente definitivo.Pertanto è necessario che non ci sia ne pressapochismo, né incompetenza da parte dell’operatore commerciale, pena, altrimenti, scontentezze, disillusioni e perdita di affezione da parte della clientela che, sentendosi in un ginepraio senza uscita, preferisce abbandonare il settore convinta che forse è meglio ascoltare la musica con la fonovaligia che spendere un gran mucchio di soldi senza avere la certezza del risultato.
Chiarezza di idee da parte del cliente e certezza di metodo da parte dell’operatore, penso siano due parametri sui quali facilmente si può costituire un ottimo impianto al giusto prezzo: se poi il cliente non ha le idee chiare, sarà abbastanza facile per un rivenditore preparato dare esempi e spiegazioni, conducendo per mano - per così dire - il cliente fino a portarlo ad una serena scelta consapevole. Non ci sarà allora più nessun problema: il cliente sceglierà il "suo" impianto adatto alle "sue" esigenze e potrà, al limite, variarlo seguendo la propria evoluzione e la propria "passione".
Nel contempo teniamo presente che questo tipo di rivenditore deve avere un utile che sia legato al giusto ricarico sulla merce, sia alla professionalità che ha dimostrato.Vorrei quindi dire a tutti coloro che desiderano fare oculati acquisti nel campo dell’alta fedeltà: non scegliete un prodotto da acquistare presso un rivenditore, ma scegliete un rivenditore giusto che vi fornirà il prodotto più adatto alle vostre necessità.È l'unica maniera per comperare bene e per far sì che, spontaneamente, questo settore diventi sempre più sano.



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