Lo.Zen e l’arte del ben riprodurre – Fedelta’ del Suono n. 181
Dopo aver affrontato la spinosa questione dei ricarichi eccessivi che molti importatori applicano alle apparecchiature hi-fi, rendendo i “prezzi al pubblico” assolutamente “ridicoli” e fuori mercato, vediamo questo mese di affrontare un altro basilare problema: quello della possibile e pratica realizzabilità di un “negozio specializzato nella riproduzione sonora”.
Partiamo dalla specializzazione. Un commerciante (purtroppo nel nostro settore non si può essere artigiani perché, per le leggi italiane, chi rivende questi oggetti è di default un commerciante... mettendo così subito erroneamente in ombra l’aspetto più importante di questa attività: il lavoro e non il commercio!) che voglia fare decentemente questo mestiere deve, di base, avere una competenza molto, molto particolare.
Nel nostro ambito, infatti, non si vendono singoli prodotti: il pensiero e l’indirizzo devono continuamente sottendere la consapevolezza che si lavora sempre con una catena di prodotti, dove, oltretutto, i singoli “anelli” variano in funzione dell’anello precedente o seguente... quindi la difficilissima “visione d’insieme” dovrebbe essere conclamata e assodata dote del buon commerciante di settore. Come sanno ormai anche i più giovani neofiti, componenti ottimi mal assemblati e mal interfacciati danno risultati assolutamente deludenti!
ltro elemento, comunque, che differenzia il bottegaio (chi si limita, cioè, a fornire il prodotto nudo e crudo) da chi pretende di intraprendere questa complessa attività, deve essere la sua specifica conoscenza della materia... conoscenza che si articola in maniera assai variegata. Infatti, oltre alla dimestichezza col prodotto, questo specialista deve conoscere perfettamente la “filiera” dei singoli prodotti: un serio professionista non può consigliare e vendere una apparecchiatura se non ha competenza in merito alla sua “sostenibilità”, alla sua affidabilità, alla sua assistenza in caso di problematiche, alla serietà dell’operatore che distribuisce il prodotto in Italia (nel caso di prodotti stranieri) o alla serietà del fabbricante (nel caso di prodotti italiani).
Tutto ciò è dettato da una grande, veramente grande, particolarità (purtroppo costantemente dimenticata): a differenza di quasi tutti gli altri prodotti elettronici, le apparecchiature ad alta fedeltà sono caratterizzate da una, relativamente, enorme durata nel tempo, e da una, relativamente, immensa costanza di prestazioni! Basti pensare a certe amplificazioni o a certi diffusori acustici che, sfidando le tecniche, le novità e le mode, continuano a funzionare benissimo e a donare ancora immense soddisfazioni, fin dai lontani anni cinquanta del passato secolo!
Nulla a che vedere, quindi, con il settore del video, ove i modelli cambiano continuamente ed i prezzi crollano in pochi mesi, o il settore informatico dove, per forza di cose, compri sempre un prodotto già vecchio (!!!)....
Ora (o, per essere corretti: prima di tutto), il nostro rivenditore, consapevole del “manufatto in sé”, deve assolutamente essere conscio di cosa voglia dire “riprodurre la musica” e, più in generale, “riprodurre il suono”.
Non è detto che, per realizzare ciò, vi sia un’unica “scuola di pensiero”, ma, assolutamente, chi pratica questo mestiere deve essere profondamente padrone di una filosofia, di una metodica che sarà, sempre e comunque, il “canovaccio” sul quale deve articolare tutta la sua attività.
Diremo, anzi, che dovrebbe proprio essere questa “metodologia operativa” la peculiarità che fa la differenza fra le “personalità” dei singoli specialisti. Un po’ come in architettura: tutti gli architetti realizzano case o arredamenti e la loro competenza tecnica si dà per scontata, ma ognuno ha il suo stile , la sua caratterialità, ed il cliente, dopo i vari “colloqui preventivi” sceglierà il “suo uomo”, sceglierà chi deve essere il responsabile della perfetta riuscita dell’acquisto programmato!
E’ assodato, poi, che senza storia, senza esperienza, senza consapevolezza delle casistiche possibili (non tutte, ovviamente, essendo in numero pressoché indefinito...), senza chiara visione della relativa differenza di risultato che ogni istallazione comporta e della costante differenza (e costante variabilità!) dei gusti dei singoli clienti, non vi può essere rivenditore degno di essere annoverato fra gli specialisti di settore!
La materia, poi, è talmente vasta e le possibili combinazioni fra i vari prodotti è talmente sterminata, che il nostro specialista deve essere, oltretutto, estremamente umile! Guai se ha la “regoletta in tasca”, guai se ha il suo “patrimonietto di certezze tecniche”, guai se crede di aver capito tutto sulle caratteristiche soniche dei vari prodotti: sulla “base” di una grande, grande esperienza, deve innestarsi “l’altezza” della consapevolezza della costante variabilità degli interfacciamenti, correlata alla mutevolezza delle caratteristiche soniche del risultato finale. Quindi, per essere corretti e precisi, ha poco senso parlare di una catena di riproduzione astraendola dal suo contesto e dalla cultura del suo “possessore”. Va da sé, quindi, che la realizzazione di un impianto di grande classe attiene più all’ambito artistico che a quello tecnico (come d’altronde in ogni umana attività ove sia l’uomo, e non un qualsivoglia strumento, a dover “gustare” la specifica realizzazione...).
Se, infatti, in fin dei conti è abbastanza facile far funzionare decentemente un impianto, è oltremodo difficile farlo “suonare” veramente bene e, contemporaneamente, realizzare la massima soddisfazione del sempre diverso cliente! Inoltre, il primo dovere morale del serio rivenditore, sarà quello di riuscire a concretizzare il massimo rapporto costi/benefici nell’impianto che è chiamato a realizzare, per quel determinato utilizzatore. In parole povere, deve far si che i soldi del suo cliente siano spesi nel miglior modo possibile! Dopo aver accennato alle doti ed alle competenze necessarie, ora dobbiamo parlare dei “mezzi” assolutamente necessari per perseguire i risultati voluti. Senza un fornitissimo campionario di prodotti nessun rivenditore può espletare in maniera ottimale il suo lavoro. Non tanto per la possibilità di proporre molte soluzioni, ma fondamentalmente per avere presso di sé tutte quelle apparecchiature che, costantemente, si devono provare e conoscere. Senza un continuo lavorio di prove e verifiche, di interfacciamenti e constatazioni, e senza la necessaria e diuturna maturazione, non si può seriamente “formare” il valido installatore, il valido commerciante di settore, il valido professionista.
Che tutto ciò comporti costi non indifferenti, emerge con assoluta immediatezza! Avere infatti tale magazzino a disposizione per la costante sperimentazione rappresenta un investimento che obbliga a considerare, nelle vendite, utili non certo da mercato dei telefonini o dei televisori! La lenta rotazione dei prodotti ed il costo elevatissimo di certi “ingredienti”, completano poi il quadro.
E così abbiamo chiuso il cerchio: dovrebbe essere chiaro anche all’acquirente più sprovveduto che senza i giusti utili non vi può essere nessun serio lavoro. Senza una corretta consapevolezza degli obblighi commercial/finanziari non può esistere nessun mercato non solo sano e longevo, ma altresì possibile. Dobbiamo, allora, fare tutti un profondo esame di coscienza e, una buona volta, decidere con grande onestà “cosa vogliamo dal mercato” e, di conseguenza... comportarci coerentemente.
(continua...)
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