Lo.Zen e l’arte del ben riprodurre – Fedelta’ del Suono n. 178
“L’uomo in sé, nella misura in cui si serve della sua sana ragione, è il più grande ed esatto strumento che possa esistere. Viceversa, il disordine maggiore creato dalla nuova fisica consiste appunto nel fatto che essa ha separato gli uomini dalle esperienze, volendo scorgere nella natura soltanto ciò che mostrano gli strumenti artificiali, e perfino volendo delimitare e prescrivere ciò che essa può realizzare”
Così scriveva il grande Goethe, “forse l’ultimo uomo universale a camminare sulla terra” (come ha scritto George Eliot), e la sua sentenza ben riassume il succo di tutti questi articoli pubblicati nella trascorsa annata.
Nel contempo, una così lapalissiana asserzione non può che essere condivisa da tutti coloro che hanno “gli intelletti sani” e, quindi, da qui partiamo per una ulteriore serie di valutazioni, ovviamente cassando senza remissione tutti quei “punti di vista” che considerano la percezione umana una “facoltà” vagamente inaffidabile, e per nulla “scientifica” data la sua presunta mutevolezza ed instabilità.
Mettiamo come punto fermo, dunque, il fatto che, nella valutazione dell’ascolto della musica, nessuna seria considerazione od argomentazione può svincolarsi da una corretta visione unitaria delle cose, dove, pertanto, mai ci si sogni di “separare la scienza dalla vita”, piombando in poco pertinenti statistiche e prescindendo dalla sempre e comunque obbligatoria contestualizzazione.
Noi qui, per esemplificare con il semplice e solito parallelo gastronomico, non ci impastoiamo nelle diatribe sulle tecniche preparatorie degli ingredienti, ma ci rivolgiamo a tutti coloro che, tesi ad assaporare affascinanti piatti magistralmente preparati, vogliono dialetticamente parlare dei vari sapori, delle sensazioni, delle emozioni o addirittura delle commozioni che la degustazione dei vari “capolavori culinari” può suscitare in ognuno di noi.
Così, quando parliamo di ri-produzione, vogliamo parimenti considerare i “sapori”, i “colori”, la “plasticità”, la “palpabilità” del suono nelle varie “versioni dei fatti” che ogni catena, deputata a farci godere della musica, nella sua fattispecie propone.
Come ben capite, quindi, nella analisi e nella comunicazione il problema non è tecnico, ma fondamentalmente semantico* e, come sempre nella vita, sarebbe auspicabile avere le idee tremendamente chiare sull’oggetto delle proprie conversazioni. Chiarito senza possibili equivoci il filo logico che regge il nostro “racconto”, proviamo a procedere...
Dice un vecchio proverbio: prima si deve vivere, poi fare filosofia... Noi, in questo anno, abbiamo assai filosofeggiato e quindi adesso, nel nostro percorso a ritroso dell’obbligatorio “vestigia pedum”, andiamo sulla concretezza: parliamo di mercato e di prezzi!
Quando leggiamo sui vari forum le stravaganti considerazioni sui rivenditori di Hi-Fi e le lamentazioni sui prezzi che dovrebbero praticare, viene spontaneo pensare di non essere al corrente di qualcosa... forse, a nostra insaputa, hanno costituito un ministero per la conservazione dei commercianti in via di estinzione...
Vengono pretesi (proprio così, pretesi!) prezzi assurdi e senza nessun guadagno possibile e, a volte, viene addirittura richiesto un fantomatico sottocosto! Le ragioni sono misteriche, ma le pretese sono reali e costanti.
Nel settore della riproduzione sonora, per strane congiunzioni astrali, il commerciante non deve guadagnare.... Ma, porco cane, si pensa mai che quando si va al caffè, a bere una Cocacola, la si paga da cinque a dieci volte quello che costa al supermarket e nessuno ha nulla da protestare? Si pensa mai che, sempre parlando di locali pubblici, quando ci si siede al tavolino, in una delle cento stupende piazze italiane, un caffè lo si paga dieci, venti, trenta volte quello che costa al banco dello stesso locale? E che la cifra pagata non riguarda il costo del caffè, ma tutte quelle accidenti di spese che servono a tener in piedi dignitosamente il suddetto locale? Gli esempi potrebbero essere indefiniti e allora perché certa gente, nel nostro settore, vuol pagare un prodotto provato, ascoltato, servito e riverito, allo stesso prezzo che può trovare su internet? Saremmo felicissimi se qualcuno potesse spiegarcelo... ma penso non vi sia nessuna razionale motivazione. Certi “appassionati” sentono doverosa la recriminazione e la richiesta del supersconto... forse perché si sentono in colpa con se stessi, non sapendo bene cosa voler volere... o forse perché vogliono considerarsi, anche loro, i “furbi del quartierino” che sanno fare gli affari, che sanno pagare meno degli altri... Comunque sia, questa allucinante usanza ha penalizzato il nostro mercato fino a portarlo ad un passo dall’estinzione. Anzi, a dire il vero, questo modo di pensare ha, in più, privilegiato i traffichini che, con prodotti assurdi e sconosciuti, con listini di fantasia, sanno fregare la gente senza farsene accorgere, ren- dendo così l’acquisto di un impianto un percorso minato dove i più sprovveduti sono costretti ad avventurarsi sfiduciati e prevenuti. Per andare al pratico, pensiamo che un corretto ricarico, assolutamente necessario per tenere in piedi dignitosamente la “baracca” (pagando le tasse, il magazzino, l’affitto, il telefono, ecc, ecc, essendo, cioè, un serio commerciante e non un dopolavorista...), dovrebbe aggirarsi sul 35/40 per cento. Cioè un prodotto che un negoziante paga 1.000,00 euro (iva compresa) e sui discount di internet si trova a 1050/1100/1150,00 euro, dovrebbe essere venduto al pubblico, accompagnato da tutte le prove e le consulenze di rito, a 1.350/1.400,00 euro. Utopia delle utopie! A questi prezzi il povero rivenditore si sente dare del disonesto e del ladro!
E così in molti hanno già abbandonato il campo e gli appassionati di buona volontà, prontissimi a pretendere e conseguentemente a pagare un servizio coi fiocchi, non hanno più a disposizione seri negozi, competenti e specializzati, dove potersi recare per provare, sentire e scegliere, in tutta calma e serenità.
* la semantica considera il rapporto tra l’espressione e la realtà extra- linguistica.
(continua...)
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