Ri-produzione
"Ultrasuono" - da Suono n.128 Dicembre 1983
Rimozione di ogni convinzione non consapevole.
Definizione del termine RI-PRODUZIONE: riproduzione come rifacimento, riproduzione come imitazione.
Alta Fedeltà come fenomeno collettivo: "un modo, un mondo, un mercato".
Non tramite i numeri si può definire l'alta fedeltà.
Unica possibiltà: "l'esperienza conoscitiva".
Iniziamo questo articolo, primo di una serie pubblicata su questa rivista, col puntualizzare e chiarificare ciò che si potrebbe intendere per "alta fedeltà", al di là e al di sopra delle varie tendenze o interpretazioni particolaristiche o finalizzate ad interessi di parte.
Questa urgenza è da noi particolarmente sentita in quanto, operando tutti i giorni nel mondo dell'alta fedeltà, abbiamo notato notevoli sbandamenti e incomprensioni fra addetti ai lavori, utenti, tecnici etc. Ognuno tira l'acqua al suo mulino e, in questo momento di profonda crisi, tutti fanno come i manzoniani capponi di Renzo.
Ecco quindi il bisogno di ricercare con molta umiltà e molta fermezza delle basi comuni, delle chiarezze per potere operare sapendo quello che si fa.
Purtroppo l'importazione in Italia di "alta fedeltà" è storicamente in mano a venditori di radioline a transistor, che un po' alla volta hanno incominciato a trattare apparecchi sempre più "grossi", così come il mercato della vendita al pubblico è in mano a venditori di elettrodomestici che un po' alla volta hanno allargato il loro giro d'affari incominciando con il piccolo reparto di alta fedeltà.
Dobbiamo pertanto assolutamente arrivare anche in Italia al doppio mercato: certi tipi di prodotti di massa, che vanno venduti a scatola chiusa, con prezzi e ricarichi di supermercato, da una parte, e prodotto che va montato, spiegato, assistito, dall'altra. Senza alcuna contaminazione.
Perché, e bisogna dirlo forte e con assoluta chiarezza, un conto è vendere il coordinato giapponese, anche costoso se volete, e un conto è assemblare il tre pezzi inglese, americano o chicchessia, studiato e interfacciato per dare quel tipo di risultato, in quell'ambiente, per quel cliente. Bisogna dare a Cesare quel che è di Cesare e a Dio quel che è di Dio!
Anche perché fondamentalmente l'"alta fedeltà" può essere sorretta soltanto da una consapevolezza culturale sia dell'operatore che dell'utente. Diciamo questo perché ultimamente abbiamo avuto ancora sconfortanti esempi di pretesi costruttori di apparecchiature ad alta fedeltà che neanche hanno il sentore di che cosa sia l'urgenza e la pulsione di tutta quella fascia di utenti della musica che ricercano non tanto il sofisticato e costosissimo marchingegno dalle lucette blu, ma la possibilità di far risorgere ogni volta, nel loro ambiente d'ascolto, la magia ineffabile della Musica con la emme maiuscola.
Ecco perché cerchiamo in questi articoli un colloquio, un dialogo, fondiamo delle ipotesi di codice.
Dovrebbe essere un po' come sulla strada: non è che le regole siano perfette e uniche - si può circolare a sinistra o a destra, basta essere tutti d'accordo - però, ponendole e rispettandole, si evitano incidenti e disastri.
È quindi con molta apprensione, ma altresì con profondo impegno, che ricerchiamo una metodologia d'approccio a quella che potrebbe essere "l'esperienza conoscitiva" del fenomeno "alta fedeltà".
Siamo convinti che la prima operazione da fare sia quella di eseguire all'interno di noi una pulizia, una tabula rasa di tutte le convinzioni automatiche costituitesi per una serie di esperienze passive e non per una vera convinzione consapevole.
Non possiamo parlare di "alta fedeltà" se prima non chiariamo cosa si deve intendere per riproduzione del suono.
È fondamentale quindi avere estremamente chiaro in mente ciò che questa parola deve per noi significare, nel nostro contesto, per potere procedere a costruire le regole del gioco che sovraintendono l'arte di riprodurre la musica.
Sulla parola ri-produzione può subito aprirsi una dicotomia interpretativa. Si può intendere riproduzione come nuova produzione conservante alcune caratteristiche fondamentali dell'originale, considerata, però, come fenomeno nuovo e a sé stante e quindi dotato di vita e caratteristiche proprie (come per esempio capita nel mondo animale o vegetale: il generato è la riproduzione del generante, ma non è certo questa la peculiarità che lo caratterizza e lo identifica; anzi potremmo dire che ciò è una semplice accidentalità).
Si può altresì intendere riproduzione come realizzazione tesa a riproporre il già accaduto, e – pur essendo perfettamente consapevoli che non si può calpestare due volte la stessa acqua – finalizzare lo sforzo all'imitazione, la più precisa possibile, del fenomeno in un ambito ben circoscritto. E sarà anche della definizione di quest'ultimo che ci occuperemo ben presto. Intanto vogliamo però precisare che per ciò che concerne la riproduzione musicale, noi possiamo prendere in considerazione solo la seconda interpretazione: la prima ci porterebbe a non poter stabilire nessuna finalità e nessuna regola all'interno della quale poter operare.Considerare la riproduzione della musica come costante rivisitazione dell'evento musicale in chiave personalistica, vorrebbe dire perdersi nelle analisi slegate, nella mancanza di sintesi, sarebbe come fare delle misure senza avere l'Unità di misura. (E questa è stata purtroppo una nefanda tendenza degli anni settanta, quando ognuno si è sentito in diritto di basarsi su regole proprie, in nome di una personale istintività che lo liberasse da principi che sentiva stretti). Pertanto quando saremo in presenza di una qualsiasi riproduzione musicale sottintenderemo sempre la volontà di riproporre con intendimento di identificazione un evento già verificato.Ci siamo alquanto dilungati su queste precisazioni perché riteniamo sia impossibile qualunque tentativo di codificazione che prescinda da una ricerca caparbia e puntuale dell'ordine.
Si deve altresì tenere presente che l'alta fedeltà non è il godimento individuale di qualche evento che esiste di per se stesso (sarebbe assai stolto sforzarsi di codificare l'approccio ad uno spettacolo come il tramonto del sole), ma al contrario essa è un modo, un mondo, un mercato, un qualcosa insomma che si articola in una collettività che dietro alle stesse parole deve avere gli stessi. significati: altrimenti è il caos. E sarà interessante in seguito constatare come tra le cause dell'attuale crisi del nostro mercato ci sia anche lo sprofondamento in tale caos.D'altronde abbiamo visto che questa urgenza di codifica e di oggettività c'è sempre stata. e da sempre si è creduto di trovarla nell'analisi, nel numero, nella misura, nei fatti. Ma anche questa è sempre stata una pia illusione. "Quello che chiamiamo fatto - ammonisce Sir Arthur Eddington, insigne astronomo e fisico inglese, il primo, tra l'altro, che verificò sperimentalmente che la luce come la materia, è soggetta alla forza di gravitazione - è l'interpretazione di una osservazione". La fisica non analizza le qualità imperscrutabili della materia, ma le rilevazioni strumentali che con queste qualità non hanno rapporto più di quanto non ne abbia un numero di telefono con la persona dell'abbonato. E nella riproduzione sonora è avvenuto lo stesso. Si è avuta la pretesa di identificare le qualità dell'alta fedeltà con dei numeri che si sono chiamati di volta in volta "distorsione armonica", "distorsione di intermodulazione", "distorsione di incrocio", etc., come se solo quei numeri fossero i responsabili delle qualità totali della riproduzione; dimenticando completamente quella che è invece la vera essenza della possibilità conoscitiva. Ma di questo vi parleremo nel prossimo articolo.